Tlemcen
La capitale culturale dell'Algeria andalusa — Grande Moschea, minareto di Mansourah, palazzo El Mechouar e musica gharnati.
Una capitale andalusa
Tlemcen fu capitale del regno zianide dal XIII al XVI secolo e crocevia tra Maghreb, Andalusia e Sahara. Le ondate successive di profughi andalusi vi portarono architettura, artigianato e musica, al punto che oggi la città è il riferimento di quell'eredità in Algeria.
Cosa vedere
La Grande Moschea, fondata nell'XI secolo e rimaneggiata nel XII, con il suo mihrab in stucco traforato. Il complesso di Mansourah e il suo minareto incompiuto, resto di un assedio merinide. Il palazzo El Mechouar, restaurato, nel cuore della cittadella zianide. Il santuario e la medersa di Sidi Boumediene a El Eubbad. E il plateau di Lalla Setti per la vista sulla città.
Natura e dintorni
Le cascate di El Ourit, in una gola boscosa alle porte della città, offrono un contrasto con i monumenti. La regione conta anche grotte, pinete e, più lontano, i resti romani e numidi di Siga verso la costa.
Musica e artigianato
Il gharnati, scuola di musica arabo-andalusa nata a Granada, è vivo a Tlemcen e si suona ai matrimoni e nei festival. La città è nota anche per l'artigianato: tappeti, ricamo a filo d'oro, rame e ceramica.
Domande frequenti
Perché Tlemcen è chiamata capitale andalusa?
Perché ha accolto ondate successive di profughi da Al-Andalus, la cui architettura, artigianato e musica hanno plasmato la città, e perché ne resta il principale conservatorio in Algeria.
Che cos'è Mansourah?
Una città d'assedio costruita dai merinidi nel XIV secolo di fronte a Tlemcen. Ne restano mura e un minareto monumentale rimasto incompiuto.
Quanti giorni prevedere?
Due giornate permettono di vedere i grandi monumenti, El Ourit e Lalla Setti senza fretta.
Come raggiungere Tlemcen?
Dal suo aeroporto con voli da Algeri, oppure su strada da Orano, a circa due ore.
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